Sinossi
Gli anni in bianco e nero racconta la storia di Domenica Elia, detta Mimì, e delle sue tre sorelle maggiori, Maria, Giovanna e Ada, cresciute in un piccolo paese del Salento negli anni Sessanta. Attraverso la voce di Mimì, il romanzo segue le quattro ragazze mentre cercano di sottrarsi, ciascuna a modo proprio, ai ruoli imposti alle donne dalla famiglia, dalla Chiesa e dalla comunità. Mimì è la più giovane e sogna di diventare regista. Fin da bambina frequenta di nascosto la cabina di proiezione del cinema estivo di Cosimino, osservando il mondo attraverso le pellicole e imparando a immaginare la propria vita come una successione di inquadrature. La cinepresa diventa per lei uno strumento per fissare ciò che accade, ma anche per costruire una realtà diversa da quella limitata e soffocante in cui vive. La madre Lina lavora come sarta ed è una donna laboriosa, affettuosa e abituata a sopportare. Il padre Pantaleo, messo comunale profondamente conservatore, pretende invece obbedienza assoluta. Decide come devono vestirsi e comportarsi le figlie, controlla i loro movimenti e considera qualunque desiderio di indipendenza…
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