Sinossi
Liberi tutti di Chiara Gamberale è narrato da Titti, maestra della Prima C della scuola primaria Rocco Carbone di Roma. Titti sta ricostruendo davanti alla polizia gli eventi che hanno coinvolto alcuni suoi alunni e le loro famiglie. All’inizio si presenta come un’insegnante premurosa, convinta di comprendere sia i “bambini-piccoli” sia i loro genitori, che definisce “bambini-grandi”. Solo gradualmente emerge che non si è limitata a osservarli: ha manipolato le loro vite, certa di sapere che cosa fosse meglio per tutti. La prima bambina su cui concentra l’attenzione è Miryam Manin Piperno. Miryam è intelligente e suona magnificamente il pianoforte, ma vive ogni attività come una competizione. Titti immagina che nella sua testa ci sia un arbitro con il fischietto, pronto a dichiararla sconfitta ogni volta che un compagno legge meglio o riceve più attenzioni. La bambina è figlia di Toni Manin e Rachele Piperno. Toni, un tempo musicista, ha abbandonato il lavoro per occuparsi dei tre figli, mentre Rachele è diventata il potente “Capo Assoluto” della fondazione umanitaria WeWaka. Rachele svaluta continuamente il contributo del marito e trasforma anche…
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