Sinossi
Questa è la storia del signor Pi, un uomo di poco più di sessant’anni che gestisce un piccolo negozio di rigattiere. Vive in modo solitario nell’appartamento sopra la bottega, porta una protesi alla gamba destra e trascorre le giornate raccogliendo oggetti che gli altri non vogliono più. Non gli interessano tanto il loro prezzo o il loro valore antiquario: li acquista soprattutto quando sente che custodiscono una storia. Il signor Pi è convinto che gli oggetti non mentano. Sedie rotte, orologi fermi, chitarre abbandonate, materassi quasi nuovi e cornici vuote conservano le tracce delle persone che li hanno posseduti. Quando posa le mani su uno di essi e apre il grande quaderno arancione che tiene nel retrobottega, riesce a immaginarne – o forse a percepirne davvero – il passato. Il suo lavoro, dunque, non consiste esattamente nel riparare le cose: cerca piuttosto di affidarle a qualcuno che possa concedere loro una seconda vita. Per questo, nel quartiere, si dice che il signor Pi ripari in realtà le persone. Una mattina, durante la consueta passeggiata prima dell’apertura, vede una piccola mano…
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