Sinossi
Il quarto romanzo della serie di Ernest Cunningham combina il classico mistero “fair play” con una rapina in banca, diversi delitti, identità nascoste e dieci furti differenti. Ernest racconta la vicenda da una cassaforte chiusa, nella quale qualcuno lo ha spinto lasciandogli circa quindici ore d’aria. Ha con sé un quaderno, una penna, una torcia, un revolver quasi scarico, un manuale di chimica e pochi altri oggetti. Non sa ancora chi sia l’assassino, perciò scrive tutto ciò che è accaduto nella speranza che il racconto stesso lo conduca alla soluzione prima che finisca l’ossigeno. La storia era cominciata poco più di un giorno prima. Ernest e la fidanzata Juliette erano arrivati nella cittadina australiana di Huxley, ai piedi della Great Dividing Range, per chiedere un prestito alla Huxley’s Bank. Ernest, dopo aver risolto tre casi di omicidio, vuole aprire una vera agenzia investigativa con Juliette. Le banche di Sydney hanno però giudicato l’impresa troppo rischiosa: i precedenti libri di Ernest dimostrano soprattutto la sua tendenza a essere pugnalato, colpito e quasi ucciso. Anche il matrimonio imminente preoccupa Ernest. È ossessionato…
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