Sinossi
I convitati di pietra racconta la storia di trenta ex compagni della III A di un liceo milanese, seguendoli dalla giovinezza fino alla morte dell’ultimo di loro. Tutto comincia il 22 luglio 1975, un anno e un giorno dopo l’esame di maturità, durante una cena di classe. Guardando una vecchia fotografia, qualcuno osserva che da qualche parte, nel destino o nel caso, deve già esistere l’ordine esatto in cui moriranno: chi sarà il primo, chi il secondo e chi rimarrà per ultimo. Da questa battuta nasce un progetto destinato a condizionare le loro intere esistenze. I trenta decidono di rivedersi ogni anno, sempre il 22 luglio, per registrare malattie, assenze e decessi. Inoltre, verseranno regolarmente del denaro in un fondo comune, amministrato da Lorenzo Rivadeneyra, destinato ai tre ultimi superstiti. All’inizio l’iniziativa sembra un gioco goliardico inventato da giovani convinti di essere immortali. Nessuno immagina davvero il momento in cui i posti vuoti a tavola inizieranno a moltiplicarsi. Con il passare degli anni, però, il fondo cresce fino a diventare una fortuna. La competizione assume così una dimensione sempre più…
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